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2017 Delta del Po’ : 9-10-11 giugno

Coinvolgenti programmi organizzativi paiono caratterizzare il CRAL dell’Ospedale di Treviglio : prove generali per il 25° di fondazione che ricorre nel 2018? Top secret; però le iniziative si susseguono per far conoscere angoli della nostra penisola. Intanto lasciamoci accompagnare, nella recente gita nel delta del Po (venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 giugno) alla quale ha risposto un nutrito numero di persone, come ci racconta Patrizia Vertova. Scesi in pullman da Treviglio venerdì, siamo arrivati in una magna struttura alberghiera, il Resort Oasi Bianca in località Pomposa di Codigoro. In origine era un fondo agricolo con tanto di granaio trasformato in un luogo magico con piscina, ristorante, chiesa e laghetto. Nel pomeriggio, accompagnati dalla guida Sandro Vidali, abbiamo passeggiato nella Riserva Naturale Bosco della Mesola di ben 835 ettari, con la fortuna di incontrare un cervo, razza autoctona di questa Riserva. C’è stato anche il tempo per due passi nel borgo di Mesola dominato dal Castello cinquecentesco, residenza di caccia degli Estensi. Il Resort Oasi Bianca è collegato da un percorso pedonale all’Abbazia di Pomposa, tragitto che abbiamo percorso in serata con la magnificenza del campanile illuminato e della quiete del luogo.
Il secondo giorno, sabato, è iniziato con l’interessante visita al Museo Regionale della Bonifica di Ca’ Vendramin, concreto esempio di archeologia industriale. Ci siamo poi imbarcati su una motonave per navigare sul ramo principale del Po, arrivando fino alla foce, dove il fiume incontra il mare Adriatico. Anche il percorso fluviale è staio bene illustrato da Sandro che con passione e legame al suo territorio ci ha fatto apprezzare ancora di più quanto abbiamo visto.
Dopo un pranzo squisito a base di pesce ci siamo diretti a Chioggia per la visita alla caratteristica e bella città lagunare. Il terzo giorno, domenica, e iniziato con la visita all’Abbazia di Pomposa, antico monastero benedettino, ricco di storia e di arte. A metà mattina siamo arrivati a Comacchio, città lagunare con un centro storico, molto suggestivo con ponti, canali e molta quiete, Qui abbiamo anche visitato il Museo della Manifattura dei Marinati, essenziale per capire il ciclo produttivo appunto dei marinati e soprattutto dell’anguilla. Net pomeriggio, soddisfatti per quanto visitato a apprezzato, siamo partiti per fare ritorno Treviglio . Un grazie al bravissimo autista Gaetano e a tutti i partecipanti che si sono lasciati guidare in questa piacevole gita in un percorso tra acqua e terra, dove protagonista è la natura E, come da tradizione, ci siamo detti…    alla prossima!
La tragedia del Polesine nel 1951. Il delta del Po: qualcosa che affascina ma che anche incute timore. Timore certamente ne memoria di chi sta proponendo queste considerazioni che al tempo della tragica alluvione del Polesine era appena quindicenne e che per tanti giorni era rimasto frastornato ad ascoltare la radio che trasmetteva in continuazione aggiornamenti sulle tragicità dell’evento. Accadde nel mese di novembre di 66 amni fa: un centinaio le vittime; la furia delle acque misurata- nella fase culminante – in. 7.200 metri cubi al secondo; davvero spaventoso. Morirono affogati 6000 capi di bovini; incalcolabile il numero perso degli altri capi di allevamento. Dal 1951 al 1961 abbandonarono il Polesine oltre80mila abitanti; gli abbandoni (nel complesso più di 110mila) si sono protratti fino al 2001. Delta del Po ovvero il sistema idraulico di diramazioni fluviali attraverso le quali il fiume più lungo e più imponente d’Italia sfocia nel mare a oriente della regione Padana dopo avere serpeggiato per alcune centinaia di chilometri.
Il suo attuale assetto idraulico deriva dalle conseguenze del sisma del 17.novembre del 1570 e dal Taglio di Porto Viro grande opera idraulica attuata dalla Repubblica di Venezia nel 1604 (ma già in epoca romana erano stati fatti lavori per “governare” in qualche modo gli impeti del fiume).
Il Po è lungo 652 chilometri 480 dei quali navigabili (dalla zona di Pavia alla foce); attraversa quattro Regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna) bagnando le città di Aosta, Torino, Alessandria, Pavia, Piacenza, Cremona, Mantova e Ferrara; riceve acqua da più di 140 affluenti e ha tre porti fluviali (a Piacenza, a Cremona e a Pontelagoscuro in provincia di Ferrara).
Il suo delta è costituito dall’insieme dei rami fluviali e, per estensione, dal territorio tra di essi compreso, raggiungendo una superficie odierna di circa 18 mila ettari. Secondo questa definizione il delta dei Po ricade interamente nella Provincia dì Rovigo o Polesine e ne occupa quasi interamente la porzione orientale e si definisce anche come “delta attivo”.

Pubblicato sul Popolo Cattolico il 24 giugno 2017 a cura di 

Saverio Volpe